C’è un momento, in giardino, in cui ti accorgi che qualcosa sta cambiando: una patina biancastra sulle foglie, qualche macchia grigia che non c’era ieri, le punte dei germogli che si arricciano. E ti viene spontaneo pensare a “prodotti forti”. Poi magari apri la credenza e ti ricordi di lui, il bicarbonato, quello che usi in cucina. E scopri che può fare molto di più.
Perché il bicarbonato “funziona” davvero
Il segreto sta in una cosa semplice ma potentissima: il pH. Sciolto in acqua, il bicarbonato di sodio rende la soluzione più alcalina, quindi meno ospitale per molti funghi patogeni che preferiscono ambienti leggermente acidi. In pratica, crea condizioni sfavorevoli alla crescita del micelio e può rallentare, o bloccare, l’avanzata della malattia.
È importante però dirlo senza giri di parole: dà il meglio come preventivo, o ai primissimi segnali. Se l’infezione è già esplosa, può aiutare ma potrebbe non bastare da solo.
Le malattie fungine su cui dà il meglio
Se hai un orto, un frutteto o anche solo qualche rosa, queste parole ti suoneranno familiari. Il bicarbonato viene usato soprattutto contro:
- Oidio (mal bianco), la classica polverina chiara su zucchine, cetrioli, vite, rose, salvia
- Botrite (muffa grigia), frequente su fragole, lamponi e grappoli fitti
- Peronospora, temuta per la rapidità con cui può compromettere le colture
- Marciumi radicali e del colletto, dove la gestione dell’umidità resta comunque decisiva
Una nota utile: per alcune patologie (come monilia e ticchiolatura) spesso si cita anche il bicarbonato di potassio, una “variante” usata in agricoltura per strategie simili.
La ricetta più semplice contro funghi e oidio
Qui non serve complicarsi la vita. La miscela base, quella che molti giardinieri tengono come “piano B” pronto all’uso, è questa:
- Sciogli 1 cucchiaio di bicarbonato in 1 litro d’acqua.
- Metti in uno spruzzino e agita bene.
- Nebulizza sulle foglie, soprattutto sulla pagina più colpita (spesso la superiore nell’oidio).
L’idea è coprire in modo uniforme, senza colare. Se la pianta è fradicia, il prodotto si disperde e lavora peggio.
E contro i parassiti? Sì, ma con una base più “aderente”
Per afidi e piccoli insetti, il bicarbonato da solo scivola via. Qui entra in gioco un alleato pratico: il sapone di Marsiglia (meglio se liquido), che aiuta la soluzione a restare sulle foglie.
Prova così:
- 1 cucchiaio di bicarbonato
- 1 cucchiaio di sapone di Marsiglia liquido
- 1 litro d’acqua
Spruzza sulle parti colpite, insistendo su germogli e retro delle foglie, dove spesso si nascondono gli afidi. Se possibile, rimuovi prima le colonie più dense con un getto d’acqua, poi tratta.
Variante con olio (per chi vuole un effetto più persistente)
C’è anche un metodo un po’ più “da laboratorio casalingo”, utile quando vuoi aumentare l’adesività:
- Mescola 1 cucchiaino di bicarbonato con 3 cucchiai di olio d’oliva
- Poi diluisci 2 cucchiaini di questa miscela in una tazza d’acqua
- Irrora ogni 2 settimane
In alternativa, per un approccio che molti usano nei periodi più critici, puoi unire bicarbonato e olio di neem: 2 cucchiaini di bicarbonato in 500 ml d’acqua, più 1 cucchiaino di olio di neem, ben emulsionato prima di spruzzare.
Quando e come applicarlo (senza fare danni)
Qui si gioca la differenza tra “rimedio geniale” e “foglie bruciate”:
- Tratta la sera, quando non c’è sole diretto sulle foglie bagnate
- Non esagerare con le dosi, troppo bicarbonato può stressare le piante e alterare l’equilibrio del suolo
- Ripeti in modo regolare nelle settimane umide, ma ascolta la pianta, se le foglie opacizzano o ingialliscono, riduci
- Dopo la pioggia, pensa anche alla prevenzione meccanica: arieggia il terreno, sfoltisci dove serve, riduci l’umidità stagnante
È un piccolo promemoria che mi ripeto sempre: il bicarbonato aiuta, ma la vera svolta arriva quando abbini il trattamento a buone pratiche di coltivazione.
Perché piace così tanto (anche a chi odia i pesticidi)
Il punto forte è che parliamo di un alleato biodegradabile, percepito come più “gentile” sul terreno e, se usato correttamente, più rispettoso degli insetti utili come api e coccinelle. Non è magia, è chimica semplice, quella della alcalinità, messa al servizio del tuo balcone o del tuo orto.
E alla fine, la soddisfazione è tutta lì: vedere una pianta riprendersi grazie a un trucco che avevi già in casa.




