C’è un momento, tra fine estate e inizio autunno, in cui le rose sembrano sussurrare: “Ora”. Io l’ho capito la prima volta che ho provato a moltiplicarne una, con un rametto in mano, un vaso qualunque e quella strana speranza che nasce solo quando fai giardinaggio. La buona notizia è che non serve magia, serve metodo.
Quando è meglio farle
Per ottenere una buona radicazione serve scegliere il periodo giusto. Il mio preferito è settembre, quando la pianta ha già dato il meglio della fioritura e i rami sono nel punto ideale, né troppo teneri né troppo duri.
Funzionano bene anche:
- giugno, luglio e agosto, se trovi rami semilegnosi non stressati dal caldo estremo
- ottobre, nelle zone miti, sempre su rami semilegnosi e non fioriti
Evita invece i rami completamente legnosi e quelli troppo verdi, perché o marciscono o si disidratano in fretta.
Cosa ti serve (e perché)
Metti tutto sul tavolo, così non ti interrompi a metà.
- Cesoie o forbici affilate e pulite (meglio disinfettate)
- Guanti per le spine
- Un vaso con fori di drenaggio
- Argilla espansa sul fondo
- Miscuglio terra, sabbia e torba in parti uguali (il classico terriccio drenante)
- Opzionale: ormone radicante, oppure stimolanti “da dispensa” come miele o aspirina in polvere
Il punto non è “nutrire” subito la talea, è evitare ristagni e favorire le radici.
Il metodo passo dopo passo
Qui si gioca tutto. Quando fai una talea di rosa, ogni dettaglio aiuta.
Scegli il ramo giusto
Cerca un ramo sano, senza macchie, con consistenza semilegnosa. Taglia un segmento di 15-20 cm con 4-5 nodi (i punti da cui partono foglie e gemme).Fai i tagli corretti
- Taglio inferiore obliquo, circa 1 cm sotto il nodo più basso
- Taglio superiore più netto, appena sopra l’ultimo nodo
Questo trucco semplice riduce errori: sotto “chiami” le radici, sopra limiti la perdita d’acqua.
Ripulisci la talea
Rimuovi le foglie dei 2-3 nodi inferiori, lascia 2-4 foglie in cima. Se sono grandi, puoi accorciarle, così la talea traspira meno.Stimola (se vuoi) la radicazione
Puoi intingere la base in:
- miele diluito in acqua bollita e poi raffreddata
- un pizzico di aspirina in polvere (molto poco)
- ormone radicante, se lo usi di solito
Non aspettarti miracoli, ma spesso fa la differenza.
- Interra senza schiacciare la base
Fai un foro con un legnetto, inserisci la talea per metà lunghezza (8-10 cm), poi compatta delicatamente. Bagna finché l’acqua esce dai fori.
L’effetto “mini serra” che cambia tutto
Questa è la parte che molti saltano, e poi si chiedono perché la talea si affloscia. Copri il vaso con:
- un sacchetto trasparente leggermente bucherellato, oppure
- una bottiglia di plastica capovolta
Metti tutto in luce intensa ma filtrata, niente sole diretto. L’obiettivo è mantenere umidità costante, senza cuocere la pianta.
Quanto ci mette e come capisci se ha preso
In genere servono 4-8 settimane. A volte 50-60 giorni, soprattutto se le temperature scendono.
Segnali buoni:
- nuovi germogli che restano turgidi
- piccole foglioline che si aprono con regolarità
Controllo pratico: una leggerissima trazione. Se “resiste”, probabilmente ha radici.
Errori comuni (e come evitarli)
- Troppa acqua e poco drenaggio, porta a marciume
- Sole diretto, disidrata in poche ore
- Attrezzi sporchi, aumentano il rischio di malattie
- Talee troppo corte o senza nodi, non hanno punti da cui emettere radici
Metodi alternativi a confronto
| Metodo | Come funziona | Tempo medio |
|---|---|---|
| In terra (consigliato) | Subito in vaso con substrato drenante | 4-8 settimane |
| In acqua | Base immersa, acqua cambiata spesso, luce diffusa | 4-6 settimane |
Trapianto: il momento della verità
Quando la talea è stabile, rinvasa in un contenitore da 12-14 cm con terriccio più ricco. Poi, in primavera (o in autunno nelle zone miti), puoi metterla a dimora definitiva. E lì succede la cosa più bella: non hai “comprato” una rosa nuova, l’hai letteralmente fatta nascere.




