C’è un momento, di solito in piena estate, in cui guardi l’albero in giardino e pensi: “Che bello, fa ombra, rinfresca, dà carattere alla casa”. Poi, magari mesi dopo, noti una crepa sottile sul muro, una mattonella che si solleva, una porta che gratta. E all’improvviso quella presenza rassicurante ti sembra meno innocente.
Perché alcuni alberi diventano un problema per la casa
Il punto non è “l’albero cattivo”, ma il modo in cui certe specie sviluppano radici aggressive e invasive. Le radici non ragionano in termini di confini, seguono acqua, ossigeno e spazio. Se trovano terreno favorevole vicino alle fondamenta, alle tubature o a una pavimentazione, possono creare guai lenti, silenziosi e costosi.
I due meccanismi che causano danni (e perché spesso non te ne accorgi subito)
Quando mi sono informato davvero su questo tema, ho capito che i danni non arrivano quasi mai “di colpo”. Di solito sono il risultato di due processi:
- Assorbimento di umidità
- Su terreno argilloso, alcune specie “bevono” tantissima acqua.
- L’argilla, asciugandosi, si ritira, poi si rigonfia con le piogge.
- Questo ciclo può provocare assestamenti del suolo, piccoli vuoti e, col tempo, crepe in muri e pavimenti.
- Pressione meccanica
- Radici grandi, superficiali e molto estese possono spingere verso l’alto.
- Risultato tipico: marciapiedi sollevati, cordoli deformati, muretti che si spaccano.
- In presenza di fondazioni poco profonde, l’interferenza può diventare concreta.
Le specie più rischiose da evitare vicino a casa
Qui conviene essere pratici: non tutte le piante sono uguali, e alcune sono note per la loro forza “espansiva”. Se hai poco spazio, o se l’albero finirebbe a pochi metri dalla casa, queste sono le specie che meritano massima cautela.
Specie ad alto rischio
- Salice: amante dell’acqua, tende a sviluppare un apparato radicale esteso, spesso attratto da zone umide e condotte.
- Quercia: cresce lentamente ma costruisce radici profonde e ramificate, con espansione anche laterale, potenziale interferenza con fondazioni e sottoservizi.
- Pioppo: vigoroso, veloce, con radici che possono diventare molto invadenti.
- Eucalipto: crescita rapida, elevato consumo idrico, suoli che si asciugano in profondità e rischio di assestamenti irregolari.
- Bambù: uno dei più insidiosi in assoluto, rizomi capaci di “viaggiare” e colonizzare, infiltrandosi dove trovano una fessura.
- Ficus: radici potenti (anche aeree in certe condizioni), capaci di sollevare superfici e cercare umidità vicino a muri e condotte.
Altre specie spesso problematiche
- Acero riccio e acero norvegese
- Ippocastano
- Pini (spesso con sviluppo più superficiale e laterale)
- Olmo cinese
- Storace americano
- Palissandro Shisham
Segnali di allarme: cosa osservare prima che il danno diventi serio
Se c’è una cosa che ho imparato è questa: i sintomi sembrano piccoli, ma raccontano una storia precisa. Tieni d’occhio:
- Crepe nuove (soprattutto diagonali) su muri e intonaci
- Pavimentazioni sollevate o con avvallamenti improvvisi
- Porte e finestre che non chiudono bene
- Zone con umidità persistente vicino a muri o pozzetti
- Perdite ricorrenti o intasamenti, possibile stress su tubature interrate
- Piccoli dislivelli che prima non c’erano
Come ridurre il rischio senza rinunciare al verde
Non serve farsi prendere dal panico, serve metodo.
- Valuta la distanza di impianto: più l’albero è grande e vigoroso, più deve stare lontano.
- Considera il tipo di suolo, soprattutto se è argilloso o soggetto a ritiro.
- Se l’albero è già lì e temi problemi, evita potature drastiche improvvise (possono alterare l’equilibrio idrico del terreno).
- Fai una verifica tecnica se compaiono sintomi, un professionista può correlare crepe e movimenti del terreno con dati concreti.
Alla fine, la risposta che cercavi è semplice e concreta: sì, alcuni alberi vicino casa possono causare problemi alle fondamenta, soprattutto quando combinano crescita veloce, radici invasive e forte consumo d’acqua. Sapere quali specie evitare e riconoscere i segnali in tempo è il modo più intelligente per tenersi sia l’ombra che la tranquillità.




