C’è un momento, ogni anno, in cui l’ulivo sembra dirti “non adesso”. E spesso lo fa in silenzio, con piccoli segnali che si notano solo dopo, quando la raccolta successiva è più magra del previsto. La tentazione di potare mentre si raccolgono le olive, tra ottobre e dicembre, è fortissima, si risparmia tempo, si ottimizzano le giornate, si uniscono due lavori. Però è proprio lì che si nasconde l’errore più comune.
Perché non devi potare durante la raccolta (ottobre-dicembre)
Potare mentre l’ulivo è in piena fase produttiva significa chiedergli troppo, nel momento sbagliato. In autunno inoltrato e in inizio inverno la pianta sta gestendo energie, riserve e maturazione, spesso con temperature già rigide e giornate umide.
Ecco cosa succede, in pratica, quando si interviene con tagli importanti durante la raccolta:
- si genera uno stress eccessivo proprio mentre l’ulivo affronta freddo e rallentamento fisiologico
- si riduce la capacità di accumulare riserve, fondamentali per ripartire bene in primavera
- si rischia di compromettere il potenziale produttivo dell’anno seguente, perché si alterano i rami che porteranno fiori e frutti
- la pianta, già “impegnata”, si indebolisce nei periodi più critici, e diventa più sensibile agli sbalzi e alle ferite
In altre parole, mentre tu cerchi di fare due cose insieme, l’ulivo paga il conto con calma, e te lo presenta mesi dopo.
Il “momento esatto”: fine inverno, inizio primavera
Il periodo giusto ha un’idea semplice dietro: aspettare che la raccolta sia finita e che i freddi intensi siano passati, ma intervenire prima che la pianta entri nel pieno della ripresa vegetativa e della fioritura.
Il riferimento generale più affidabile è fine inverno – inizio primavera. È lì che la potatura “secca” ha senso, perché:
- la pianta è ancora in riposo vegetativo
- i tagli cicatrizzano meglio con temperature in risalita
- si riduce il rischio che una gelata improvvisa danneggi il legno appena tagliato
Per capirci, il tuo obiettivo è incastrarti tra due confini: raccolta conclusa (di solito fine dicembre) e rischio gelate ridotto.
Calendario pratico per area: quando potare davvero
Ogni oliveto ha il suo microclima, ma come regola di buon senso, queste finestre funzionano quasi sempre.
Centro e Nord Italia: tra marzo e aprile
Qui conviene essere pazienti. Le gelate tardive non sono rare e un taglio anticipato può trasformarsi in un punto vulnerabile.Centro Sud Italia: da gennaio ad aprile, solo se non ci sono gelate
Dove l’inverno è più mite, si può anticipare, ma sempre con l’occhio al meteo e al termometro notturno.Periodo più citato per la potatura secca: tra gennaio e marzo
È una finestra utile, ma non “automatica”, va rispettata la condizione principale: freddi forti alle spalle.
I segnali che ti dicono: “ok, adesso puoi”
Se vuoi una bussola semplice, controlla questi punti prima di iniziare:
- raccolta conclusa, niente più olive da gestire
- notti stabilmente sopra lo zero, o comunque senza rischio concreto di gelate
- giornate meno umide e più asciutte, i tagli soffrono meno
- gemme ancora “dormienti”, meglio intervenire prima che la pianta acceleri
Quando questi quattro tasselli si incastrano, sei nel punto giusto.
E in estate? Sì, ma solo una potatura leggera
In estate si può fare una potatura verde (di solito tra giugno e settembre), ma con una logica diversa: niente interventi drastici, solo pulizia e ordine.
Di solito si eliminano:
- succhioni vigorosi che rubano energia
- ricacci interni che ombreggiano troppo
- rami chiaramente inutili o mal posizionati
I tagli importanti, quelli che ridisegnano la chioma, restano un lavoro da fine inverno, non da piena stagione.
Il punto chiave, per non rovinare la raccolta futura
Se vuoi ricordarti una frase sola, è questa: non potare l’ulivo mentre ti sta dando frutti. Ottobre-dicembre è il periodo “sensibile”, e tagliare lì significa sottrarre energie quando servono di più.
Aspetta la fine della raccolta, fai passare i freddi, e intervieni tra gennaio e aprile in base alla tua zona, idealmente tra marzo e aprile al Nord. È un dettaglio di calendario, ma nella resa finale pesa come un macigno, e una buona potatura fatta al momento giusto cambia davvero la storia dell’annata successiva, come un piccolo reset ben calibrato per tutta la pianta.




