Ti capita mai di sentire un fruscio secco, magari di notte, e di pensare subito, “Non sarà mica in casa”? Quando si parla di pantegana, la mente corre veloce, ma la buona notizia è che con tre mosse pratiche puoi passare dall’ansia al controllo della situazione, senza improvvisare e senza fare danni.
Prima cosa: capisci dove sta giocando la partita
Le pantegane (grandi roditori come i roditori in generale) non “compaiono” dal nulla. Entrano, si muovono lungo percorsi ripetuti e cercano due cose: cibo e riparo. Se agisci su questi punti, il problema si riduce drasticamente.
Ecco l’approccio più efficace: blocca gli accessi, rendi l’ambiente sgradito, poi intervieni con trappole o esche se serve una soluzione immediata.
Metodo 1: Sigillare ingressi e fessure (la vera svolta)
Questo è il passaggio che molti saltano, e poi si ritrovano al punto di partenza. Le pantegane passano da crepe minuscole, fori vicino ai tubi, spazi sotto le porte, finestre non a tenuta, camini e prese d’aria.
Cosa fare subito (in ordine pratico):
- Ispeziona cucina, bagno, lavanderia, ripostigli, garage, cantina, soprattutto attorno a tubazioni e scarichi.
- Tappa i fori con materiali difficili da rosicchiare:
- lana d’acciaio o spugnette abrasive metalliche
- lana di vetro
- cemento o stucco resistente (perfetto come finitura sopra la lana d’acciaio)
- Sostituisci guarnizioni usurate di porte e finestre, anche un piccolo “vuoto” sotto la porta è un invito.
- Copri le prese d’aria con reti metalliche a maglie fitte.
Questo metodo non elimina l’animale già entrato, ma evita reintrusi e spesso lo costringe a cercare altrove.
Metodo 2: Repellenti odorosi naturali (per “spingerla fuori”)
Qui l’obiettivo è semplice: rendere alcuni punti della casa sgradevoli senza usare sostanze aggressive a caso. Le pantegane hanno un olfatto molto sensibile, quindi certi odori possono funzionare come deterrenti, soprattutto se applicati nei punti giusti.
Opzioni efficaci e facili:
- Olio essenziale di menta piperita: metti qualche goccia su batuffoli di cotone e posizionali lungo battiscopa, dietro elettrodomestici, vicino a possibili passaggi.
- Ammoniaca diluita: usala con estrema cautela, in un contenitore basso e stabile, lontano da bambini e animali. Ventila bene gli ambienti.
- Foglie di alloro nei nascondigli sospetti o vicino a dispense e spazi chiusi.
- Bicarbonato come supporto “secco” in angoli strategici, utile anche per asciugare piccole aree umide.
Un trucco pratico, se sei in emergenza: un po’ di dentifricio alla menta lungo un foro o un battiscopa può dare un effetto temporaneo, non miracoloso, ma utile mentre organizzi il resto.
Metodo 3: Trappole ed esche mirate (quando serve rapidità)
Se la pantegana è dentro e vuoi chiudere la faccenda in fretta, qui si gioca la parte decisiva. L’idea è posizionare strumenti nel percorso abituale, non “a caso” al centro della stanza.
Scelte possibili:
- Trappole meccaniche: rapide, efficaci, da posizionare lungo pareti e angoli (le pantegane evitano gli spazi aperti).
- Trappole adesive: utili in corridoi stretti e punti di passaggio, vanno fissate bene a un supporto stabile.
- Esche rodenticide (ad esempio a base di bromadiolone): sono efficaci, ma anche tossiche per persone e animali domestici. Vanno maneggiate con guanti, conservate fuori portata, e usate solo seguendo scrupolosamente l’etichetta.
Dove posizionare (regola d’oro)
- Lungo battiscopa e pareti
- Vicino a fori e passaggi
- Dietro frigorifero, lavatrice, dispensa (con accesso controllato)
Dopo l’intervento: pulizia e prevenzione che fanno la differenza
Quando hai risolto, non fermarti. La prevenzione è ciò che ti evita una “seconda puntata”.
Checklist veloce:
- Cibo in contenitori ermetici
- Bidoni con coperchio, svuotati spesso
- Zero briciole, soprattutto sotto tavoli e mobili
- Pulizia delle superfici con disinfettanti al cloro, indossando guanti e arieggiando
Se noti segni ripetuti (escrementi, rosicchiature, rumori frequenti), o sospetti più esemplari, la scelta più sicura è chiamare professionisti della disinfestazione: a volte il problema non è “una” pantegana, ma un accesso attivo che va gestito in modo strutturato.




