Succede sempre così: finisci di lavare i piatti, sciacqui la spugna “al volo”, la lasci sul bordo del lavello… e ti senti a posto con la coscienza. Poi però ti fermi un attimo e pensi, ma dove va a finire tutta quell’umidità? E quei minuscoli residui di cibo che non vedi? Ecco, lì dentro si apre un mondo che non è proprio rassicurante.
Perché la spugna “sembra pulita” ma non lo è
La spugna per i piatti è fatta apposta per trattenere. Trattiene acqua, schiuma, pezzetti di grasso e micro residui di alimenti. Ed è proprio questa combinazione, umidità + nutrienti + porosità, a trasformarla in un posto perfetto per la crescita batterica.
Diversi studi hanno mostrato che nelle spugne possono trovare spazio batteri come E. coli, Salmonella e Campylobacter, soprattutto quando in cucina si maneggiano cibi crudi. Il problema non è “avere batteri” in assoluto, in cucina ce ne sono sempre, il punto è la densità e la facilità con cui possono passare da un oggetto all’altro, fino alle mani, ai taglieri, ai piatti.
In pratica, la spugna può diventare un piccolo serbatoio che ridistribuisce sporco e microbi invece di eliminarli.
Il rischio più comune: la contaminazione incrociata
La scena tipica è questa: lavi un tagliere dove hai tagliato pollo crudo, poi con la stessa spugna passi su un piatto o sul piano di lavoro. Non serve “vedere” lo sporco perché avvenga il trasferimento.
Ecco perché, quando si parla di igiene domestica, entra spesso in gioco il concetto di contaminazione: non è una parola da laboratorio, è quello che succede quando un microbo cambia “casa” grazie a un gesto automatico.
Se usi ancora la spugna, almeno igienizzala così
Non voglio demonizzarla a tutti i costi, la spugna è comoda e molti non la molleranno da un giorno all’altro. Però va trattata come un oggetto “a vita breve” e va igienizzata con metodo.
Metodi efficaci (da alternare, senza improvvisare)
- Bollitura
- Immergi la spugna in acqua bollente per 5 minuti.
- Fallo una volta a settimana (o più spesso se lavi spesso cibi crudi).
- Poi lasciala asciugare bene.
- Ammollo con candeggina e bicarbonato
- In una bacinella: acqua, un goccio di candeggina e 1 cucchiaio di bicarbonato.
- Ammollo per 30 minuti, poi risciacquo accurato e asciugatura.
- In alternativa (più rapido): soluzione di candeggina diluita 1:9, ammollo 5 minuti, risciacquo, asciugatura.
Buone abitudini quotidiane che cambiano tutto
- Strizza la spugna a fine uso, davvero bene.
- Non lasciarla in una pozza d’acqua o incastrata sul fondo del lavello.
- Usa spugne separate per cucina e bagno.
- Se ha toccato liquidi di carne o pesce crudi, meglio sostituirla.
- Cambiala spesso, anche se “sembra ancora ok”.
L’alternativa più igienica da usare ogni giorno: la spazzola in bamboo
Qui arriva la svolta concreta. Studi (tra cui ricerche in ambito norvegese e portoghese) indicano che le spazzole ospitano in genere meno batteri rispetto alle spugne, soprattutto perché trattengono molta meno acqua e si puliscono più facilmente.
La scelta più pratica e quotidiana è la spazzola in bamboo (o con manico in legno). Perché funziona meglio?
- Trattiene meno umidità, quindi il “motore” della proliferazione batterica si spegne.
- Si risciacqua in un attimo, senza residui intrappolati in profondità.
- Asciuga più in fretta, soprattutto se la tieni in verticale.
- È spesso biodegradabile (almeno il manico) e molto usata nei Paesi nordici.
Come usarla senza errori
- Risciacquala bene dopo ogni utilizzo.
- Lasciala asciugare all’aria, meglio se appesa o in un portaspazzola.
- Sostituiscila quando le setole si deformano o trattengono odori.
Altre alternative valide (se la spazzola non ti convince)
- Panni in microfibra: ottimi, ma vanno lavati spesso in lavatrice.
- Spugnette in silicone: meno porose, si puliscono facilmente.
- Spugne “antibatteriche”: utili, ma non fanno miracoli se restano umide.
La risposta che cercavi: cosa usare ogni giorno?
Se vuoi davvero interrompere il ciclo umidità + residui + batteri, la scelta più semplice e igienica è passare a una spazzola in bamboo per il lavaggio quotidiano, e tenere eventualmente una spugna solo per usi specifici, cambiandola e igienizzandola con rigore. Una piccola abitudine, ma di quelle che cambiano l’aria della cucina, in tutti i sensi.




