Come insegnare al gatto a non salire sul tavolo: il metodo più usato nei gattili

Lo ammetto, la prima volta che ho visto un gatto piantarsi sul tavolo con l’aria di chi “qui comando io”, ho capito due cose: non lo fa per dispetto e, soprattutto, non si convincerà mai con le prediche. Nei gattili, dove convivono tanti gatti e poche energie da sprecare, si usa un approccio semplice e sorprendentemente gentile, che funziona proprio perché asseconda l’istinto felino invece di combatterlo.

Perché il gatto sale sul tavolo (e perché non è “maleducazione”)

Il tavolo è alto, centrale, spesso profuma di cibo e di “vita di branco”. Per un gatto è un punto di osservazione perfetto. In più, se anche una sola volta ha trovato briciole o un bocconcino “passato di nascosto”, il messaggio è chiarissimo: quel posto paga.

La chiave, quindi, non è vietare e basta, ma offrire una scelta migliore.

Il metodo più usato nei gattili: rinforzo positivo con un’alternativa irresistibile

Nei contesti di accoglienza si punta su tre pilastri: gestione dell’ambiente, reindirizzare in anticipo e premiare in modo coerente. In pratica, al gatto non si dice solo “no”, si dice “sì, ma da questa parte”.

1) Crea un “palco” vicino al tavolo

Scegli un’alternativa rialzata e comoda, posizionata strategicamente. L’obiettivo è battere il tavolo sul suo stesso terreno: l’altezza.

Opzioni che di solito funzionano:

  • un albero stabile con piattaforme, tipo tiragraffi
  • una mensola singola a parete (anche una sola, se ben messa)
  • una cuccia rialzata o una panca con cuscino
  • un’amaca da finestra, se vicino passa “il mondo” (persone, uccellini, rumori)

Dettaglio che fa la differenza: mettila vicino a una finestra o a un punto di passaggio, così diventa un belvedere. Se puoi, aggiungi una copertina con il suo odore.

2) Rendi il tavolo “noioso”

Qui si vince con la prevenzione, non con il confronto:

  • niente piatti sporchi o avanzi in vista
  • briciole e odori via subito
  • mai, mai bocconcini dal tavolo (anche “solo una volta” confonde tutto)
  • sedie spinte sotto al tavolo, così il salto è meno comodo

È gestione dell’ambiente pura, e nei gattili è una regola d’oro.

La sequenza che funziona: interrompi, accompagna, premia

Questa è la parte più “tecnica”, ma anche la più liberatoria perché è ripetibile.

  1. Appena vedi i segnali pre-salto (sguardo fisso, corpo che si abbassa, coda che si assesta), fai un suono breve e neutro: un “no” deciso o un “pssst”.
  2. Senza agitazione, guida il gatto verso il suo palco. Se si lascia prendere, accompagnalo con calma. Se preferisce muoversi da solo, indica e attira.
  3. Appena mette le zampe sull’alternativa, premia immediatamente: carezza gradita, mini sessione di gioco (tipo bacchetta) o un bocconcino dato lì, non al tavolo.

All’inizio premia sempre. Poi passa al rinforzo intermittente, cioè premi a volte, in modo imprevedibile ma frequente. È così che il comportamento si stabilizza.

Se è motivato dal cibo: piccole correzioni che cambiano tutto

Molti “gatti da tavolo” sono semplicemente in modalità caccia.

Prova così:

  • dividi i pasti in porzioni più piccole e più frequenti
  • usa giochi che rilasciano crocchette, così “lavora” per mangiare
  • se sembra sempre affamato, confrontati con il veterinario per valutare razione e dieta

Errori comuni (che nei gattili si evitano)

  • Punizioni e spaventi: aumentano stress e non insegnano cosa fare al posto del tavolo.
  • Inseguire il gatto: spesso lo trasforma in un gioco.
  • Incoerenza: se una persona lo fa scendere e un’altra lo coccola sul tavolo, il gatto sceglierà la versione più vantaggiosa.

Un mini piano in 7 giorni per vedere i primi risultati

  • Giorni 1-2: palco pronto, tavolo sempre pulito, premio ogni volta.
  • Giorni 3-4: anticipa il salto, reindirizza prima che salga.
  • Giorni 5-7: inizia il rinforzo intermittente e aumenta il gioco sul palco.

Alla fine la domanda non è più “come faccio a impedirglielo?”, ma “come faccio a far sì che preferisca altro?”. È proprio questa, nei gattili, la differenza tra una lotta quotidiana e una regola che il gatto accetta volentieri.

Redazione Notizie in Sella

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