A volte basta aprire una credenza che non si tocca da anni per provare quella sensazione strana, un mix di nostalgia e curiosità. E poi eccolo lì, un piattino con fiori minuti, una tazza con un bordo dorato un po’ consumato, una zuppiera che sembra “troppo bella” per essere rimasta in cantina. La sorpresa è che, in certi casi, questi oggetti non sono solo ricordi di famiglia, possono trasformarsi in cifre importanti, da qualche centinaio fino a decine di migliaia di euro.
Il segreto è sotto la base (e non è un modo di dire)
Il primo gesto da fare è semplice, quasi rituale: capovolgere il pezzo e guardare sotto. Molte porcellane decorate a mano portano marchi o sigle nascosti nella base non smaltata, talvolta appena visibili.
Cerca:
- stemmi, corone, iniziali intrecciate
- numeri di modello, lettere, simboli in blu, verde, rosso o oro
- timbri impressi, non solo dipinti
- eventuali firme d’artista o sigle del decoratore
Attenzione, il marchio da solo non basta: deve essere coerente con stile, materiali e periodo. È qui che si fanno i veri punti.
I marchi che fanno drizzare le orecchie ai collezionisti
Quando si parla di manifatture storiche, soprattutto tra XVIII e XIX secolo, alcuni nomi accendono subito l’interesse. Non perché “valgano sempre”, ma perché spesso indicano una filiera di qualità, tecniche raffinate e una domanda costante.
Ecco i più ricercati da controllare:
- Meissen, Ginori (Doccia), Capodimonte, apprezzati per rilievi, scene naturalistiche e lavorazioni molto curate
- Limoges, Royal Worcester, Sèvres, celebri per smalti complessi e decori policromi
- Giappone, Imari, Arita, Kakiemon, Imaemon, qui una firma o una provenienza chiara può cambiare completamente la stima
- Cina, marchi imperiali attribuiti a dinastie Ming e Qing, spesso a sei caratteri (se autentici, il valore può moltiplicarsi)
- Italia, Doccia-Ginori intorno al 1760, produzioni castellane, e anche alcune maioliche piemontesi blu su fondo berrettino, molto amate in certe nicchie collezionistiche
Come capire se il decoro è davvero fatto a mano
Qui si entra nella parte più affascinante, perché è quasi come leggere la “calligrafia” di chi ha dipinto. La decorazione manuale è spesso l’indicatore più forte di valore, più del soggetto stesso.
Segnali tipici del dipinto a mano:
- pennellate visibili e micro variazioni, foglie simili ma non identiche, sfumature non perfettamente simmetriche
- linee “umane”, con piccole esitazioni o spessori che cambiano
- oro zecchino applicato a mano, brillante ma con irregolarità naturali, soprattutto lungo i bordi
Indizi che possono suggerire una tecnica industriale (senza che sia “male”, ma vale meno):
- contorni troppo perfetti e ripetibili
- pattern identici su più pezzi
- effetto puntinato o “pixelato” da transfer print
Un trucco concreto: guarda la base non smaltata. La pasta di una buona porcellana è spesso bianca candida o leggermente azzurrina, e dà una sensazione di finezza anche al tatto.
Cosa fa salire (o scendere) il prezzo
Non serve immaginare tesori impossibili, basta sapere quali leve muovono davvero il mercato.
Fattori che aumentano il valore:
- Rarità (serie limitate, soggetti mitologici, smalti particolari)
- Firma d’artista o decoratore riconoscibile
- Provenienza documentata, certificati, vecchie fatture, perizie
- Condizioni (sbeccature, crepe e restauri incidono molto)
- Set completi e accessori originali (servizi, coperchi, alzatine, coppie abbinate)
| Cosa controllare | Perché conta davvero |
|---|---|
| Marchio e periodo | Autenticità e collocazione storica |
| Decoro e tecnica | Distinzione tra mano e produzione seriale |
| Integrità | Un piccolo difetto può dimezzare la richiesta |
| Provenienza | Aumenta fiducia e desiderabilità |
Come muoversi senza farsi prendere dalla fretta
Se hai un pezzo “promettente”, evita la vendita impulsiva. Fai foto nitide di fronte, retro, dettagli del decoro e soprattutto della base. Poi confronta con cataloghi d’asta online e, per una stima seria, valuta un antiquario o un servizio di perizia, anche quando offre una prima valutazione senza impegno.
Il punto chiave è questo: non devi “sperare” che valga tanto, devi verificare. Perché quando marchio, stile e decorazione si incastrano nel modo giusto, quella porcellana dimenticata può smettere di essere un oggetto qualunque e diventare una piccola fortuna.




