Ti è mai capitato di sentire parlare di “nuove agevolazioni” e pensare, subito, “ok, ma cosa cambia davvero per me”? Dal 2026, intorno alla Legge 104 si muove qualcosa di concreto, con più tempo tutelato per cure e assistenza, un congedo più ampio e un possibile bonus economico che sta facendo discutere, anche perché alcuni dettagli possono variare in base alla platea e ai requisiti.
Cosa cambia dal 2026: più tempo, meno ansia (almeno sulla carta)
La novità che colpisce di più è l’idea di aggiungere ossigeno alle giornate già piene di visite, terapie, burocrazia e imprevisti.
Ecco i punti centrali:
- Permessi retribuiti: oltre ai classici 3 giorni al mese, dal 2026 arrivano 10 ore annue aggiuntive dedicate a terapie, visite ed esami. La misura riguarda, secondo le indicazioni circolate, chi ha invalidità pari o superiore al 74%, chi affronta patologie oncologiche o croniche, e anche i familiari caregiver (inclusi, in particolare, i genitori di figli minorenni con disabilità).
- Congedo straordinario: estensione fino a 24 mesi, utilizzabili in modo continuativo oppure frazionato. In pratica, più flessibilità per chi deve organizzare assistenza e lavoro senza vivere in apnea.
Queste due leve, se confermate nei dettagli applicativi, puntano a una cosa semplice: ridurre il “costo invisibile” del prendersi cura.
Il bonus da 4500 euro: a chi può spettare e perché se ne parla tanto
Tra le novità più chiacchierate c’è il bonus da 4500 euro destinato ai disabili gravi (e, in alcune ricostruzioni, anche a specifiche figure di assistenza familiare). Qui vale una regola di buon senso: la misura esiste nelle anticipazioni e nei riferimenti normativi, ma la platea potrebbe essere definita con precisione solo dalle istruzioni operative.
In ogni caso, i requisiti ricorrenti indicati sono:
- verbale 104 aggiornato
- ISEE valido
- stato di famiglia (per dimostrare i legami in caso di assistenza)
Il consiglio pratico è preparare questi documenti con anticipo, perché quando i portali aprono le richieste, spesso la differenza la fa la prontezza.
Controlli più severi: cosa aspettarsi dal 2026
Dal gennaio 2026 entrano in scena verifiche più automatiche e “incrociate”, con controlli digitali pensati per ridurre abusi e utilizzi impropri. A gestire i controlli sarà soprattutto l’INPS, attraverso sistemi che confrontano dati e documentazione.
Cosa comporta, nella pratica?
- Maggiore attenzione alla completezza dei certificati e alla coerenza tra richieste e condizioni riconosciute.
- Possibili revoche dei benefici se emergono irregolarità.
- Rischio di sanzioni e restituzione delle somme in caso di uso non conforme.
Non è il caso di allarmarsi, ma di essere ordinati: conservare ricevute di visite, convocazioni, piani terapeutici e ogni prova utile può diventare una cintura di sicurezza.
Agevolazioni fiscali confermate: il “vecchio” che resta fondamentale
Accanto alle novità, restano in piedi molte agevolazioni fiscali che spesso sono quelle più decisive nel bilancio familiare.
| Ambito | Cosa resta valido |
|---|---|
| Veicoli | Detrazione IRPEF 19% (fino a 18.075,99 euro), IVA al 4%, possibile esenzione bollo in specifici casi (art. 3 comma 3 e invalidità al 100% in alcuni profili) |
| Ausili | Benefici per sedie a rotelle, ortesi, strumenti tecnologici e supporti per l’autonomia |
| Spese mediche | Deducibilità integrale di molte spese dal reddito imponibile |
| Contributi | Maggiorazione contributiva: 2 mesi figurativi per anno con invalidità almeno al 75%, fino a 5 anni |
Casa, lavoro, futuro: le altre misure da tenere d’occhio
- Barriere architettoniche: la detrazione al 75% termina a fine 2025 e dal 2026 dovrebbe scendere al 50%, salvo proroghe.
- Smart working: priorità per lavoratori fragili e caregiver, quando compatibile con l’organizzazione.
- Autonomi con patologie gravi: possibile sospensione dell’attività fino a 300 giorni l’anno in alcuni casi.
- Carta Europea della Disabilità: obiettivo entro il 2027 per facilitazioni, anche culturali.
- Dal 2027 si parla di valutazioni più multidimensionali e progetti personalizzati, con il rischio, per i casi più lievi, di criteri più selettivi.
Come muoversi senza perdere opportunità
Se vuoi arrivare al 2026 pronto, la sequenza più sensata è semplice: verifica il verbale, aggiorna l’ISEE, controlla lo stato di famiglia, poi monitora le circolari applicative. Le novità promettono più tutele, ma, come spesso accade, la differenza la fa la documentazione giusta al momento giusto.




