Quando leggo “non investire” accanto alla parola “criptovalute”, mi scatta subito una domanda, sto guardando un semplice avvertimento prudente o una lista di progetti davvero fragili? Nel 2026, con mercati più maturi ma ancora imprevedibili, il confine tra opportunità e azzardo resta sottilissimo, e spesso lo capisci solo dopo aver visto un grafico crollare.
Perché nel 2026 alcune crypto restano “ad alto rischio”
Anche se l’ecosistema si è evoluto, certe dinamiche non cambiano: ci sono token che vivono di narrazione, di community rumorose e di promesse difficili da sostenere. In pratica, non è tanto “crypto sì o no”, ma quale tipo di rischio stai comprando.
Tre segnali, più di altri, tendono a far suonare l’allarme:
- Utilità limitata, casi d’uso vaghi o non verificabili
- Tokenomics fragili, cioè offerta enorme, incentivi distorti, pressione di vendita costante
- Dipendenza dal rumore mediatico, con movimenti rapidi e spesso irrazionali, tipici della volatilità estrema
Tre progetti spesso citati come “da maneggiare con i guanti”
Qui non si tratta di emettere sentenze, ma di leggere i fatti disponibili e capire perché molti analisti li considerano poco adatti a un investimento paziente e di lungo periodo.
Terra Luna Classic (LUNC)
LUNC porta ancora addosso l’ombra del grande crollo del 2022. Il punto, nel 2026, non è “se può rimbalzare un giorno”, perché tecnicamente tutto può rimbalzare, ma quanto sia solida la base.
Elementi che aumentano il rischio percepito:
- Storico di drawdown molto profondo, con recupero non strutturale
- Offerta molto ampia, che rende più difficile sostenere apprezzamenti duraturi
- Prezzo spesso guidato da hype, con dinamiche da pump and dump difficili da gestire
- Tenuta di lungo periodo complicata se i fondamentali non migliorano in modo evidente
HEX
HEX viene spesso etichettata come una scommessa ad alto rischio soprattutto per la componente “promessa” che molti vi associano. Quando un progetto si regge su rendimenti dichiarati molto elevati, la domanda giusta non è “quanto rende?”, ma “da dove arriva la sostenibilità?”.
Fattori che spingono molti investitori prudenti a stare in allerta:
- Controversie persistenti nel dibattito pubblico
- Incertezze legali legate a vicende che coinvolgono il fondatore
- Comunicazione centrata su APY elevati, che possono apparire non sostenibili nel lungo periodo
- Profilo più vicino a una speculazione aggressiva che a un investimento “da cassettista”
Internet Computer (ICP)
ICP è uno di quei casi che ti fanno pensare, “l’idea è grande, ma il mercato la sta premiando?”. Dal lancio ha vissuto una discesa importante e, nel tempo, la narrativa ha faticato a trasformarsi in adozione percepibile su larga scala.
Criticità spesso evidenziate:
- Calo marcato rispetto ai massimi iniziali, con fiducia da ricostruire
- Sensazione di adozione debole rispetto alle ambizioni
- Pressione di vendita ricorrente, tipica di ecosistemi dove la domanda non cresce abbastanza
- Visione futura percepita come meno lineare, con casi d’uso non sempre “facili da vedere” per l’investitore medio
Il filo rosso, cosa hanno in comune i progetti più fragili
Se dovessi riassumere, direi così: quando un token ha bisogno di “rumore” per respirare, diventa faticoso tenerlo in portafoglio con serenità.
| Campanello d’allarme | Cosa significa nella pratica |
|---|---|
| Utilità poco chiara | Difficile stimare domanda reale nel tempo |
| Narrativa dominante | Prezzo guidato da social, non da utilizzo |
| Tokenomics sfavorevoli | Diluzione, vendita continua, difficoltà a salire |
| Rischio extra (legale o reputazionale) | Incertezza che blocca investitori e partnership |
Come proteggersi se cerchi il “lungo termine”
Prima di comprare, io mi farei queste domande, semplici ma decisive:
- Il progetto ha utenti, non solo follower?
- Il token ha una funzione concreta o è un “gettone” per speculare?
- L’offerta è sotto controllo o tende a schiacciare il prezzo?
- Se domani sparisse l’hype, resterebbe qualcosa di solido?
Nel 2026, la vera abilità non è inseguire la prossima “1000x”, ma riconoscere quando il rischio non è remunerato. E questi tre esempi, proprio per le fragilità note, vengono spesso letti come avvisi da non ignorare.




