Quando si parla di offerte e donazioni, l’immaginazione corre subito a cassette in fondo alla chiesa e buste lasciate in sacrestia. Eppure, lo stipendio mensile reale di un sacerdote, quello che arriva con regolarità, è molto meno “misterioso” di quanto sembri, e soprattutto non dipende direttamente da quanto i fedeli mettono nel cestino la domenica.
La verità in numeri, quanto prende davvero un sacerdote
In Italia, oggi, uno stipendio tipico di un sacerdote diocesano si colloca mediamente tra circa 1.030 e 1.940 euro lordi al mese, per 12 mensilità. Niente tredicesima, niente quattordicesima. Questo intervallo è coerente con le cifre indicate dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, che parla di una remunerazione complessiva da 1.028,80 a 1.941,86 euro lordi/mese.
Per capirci subito, ecco una fotografia rapida dei livelli più citati.
| Ruolo | Stima tipica (lordo/mese) | Note essenziali |
|---|---|---|
| Sacerdote neo-ordinato | 1.000–1.070 euro | 12 mensilità, netto spesso 800–1.000 circa |
| Parroco | circa 1.200 euro | Possibili indennità per incarichi |
| Vescovo | 1.800–3.000 euro | Varia per incarico e anzianità |
| Cardinale | circa 5.000 euro | Dopo riduzioni recenti |
Il punto chiave, non sono le offerte a “fare lo stipendio”
Qui arriva il dettaglio che sorprende molti. Lo stipendio non nasce dalle offerte raccolte nella singola parrocchia, ma da un sistema nazionale di sostentamento, regolato e tracciabile, con criteri comuni.
È un impianto che, nel tempo, si è collegato anche a meccanismi più ampi del rapporto tra Stato e Chiesa, come l’Concordato, e oggi si traduce in una gestione centralizzata: il sacerdote non “incassa” ciò che raccoglie la sua comunità, ma riceve una remunerazione stabilita secondo regole uguali per tutti.
Il sistema a punti, come si calcola la cifra mensile
Immagina una specie di “contapassi”, ma invece dei passi si contano responsabilità e anzianità. In pratica:
- Ogni ruolo e condizione ministeriale corrisponde a un coefficiente in punti stabilito a livello nazionale.
- Il totale dei punti viene moltiplicato per un valore-punto aggiornato periodicamente.
- Il risultato forma la remunerazione lorda annua, poi divisa in 12 mensilità.
Per dare un riferimento concreto, un sacerdote appena ordinato parte da 80 punti. Con un valore-punto indicato per il 2025 di 13,38 euro (con un incremento rispetto all’anno precedente), la cifra torna in quel range di circa 1.000–1.070 euro lordi al mese.
Neo-ordinato e parroco, cosa cambia davvero
Sacerdote neo-ordinato
All’inizio si parla, realisticamente, di 1.000–1.070 euro lordi/mese. Il netto dipende dalle trattenute e dalle condizioni fiscali applicate, ma molte stime lo collocano tra poco più di 800 euro e circa 1.000 euro.
È una cifra che, detta così, fa un certo effetto perché assomiglia più a uno stipendio “normale” che a un’entrata eccezionale.
Parroco
Il parroco, cioè il sacerdote che guida una parrocchia, si colloca spesso intorno a 1.200 euro lordi/mese. La differenza vera, più che nello stipendio base, sta nelle indennità legate a incarichi specifici, responsabilità aggiuntive o servizi particolari.
E sopra, vescovi e cardinali
Salendo di livello, cambiano le responsabilità e cambiano le cifre:
- Vescovo: spesso tra 1.800 e 3.000 euro lordi/mese, con variazioni legate al ruolo e agli anni di servizio.
- Cardinale: intorno a 5.000 euro lordi/mese, cifra ridimensionata rispetto al passato dopo interventi di contenimento.
Qui però è utile ricordare una cosa: non è una “carriera” nel senso classico, e i casi sono numericamente limitati rispetto ai sacerdoti diocesani.
Le offerte allora a cosa servono (e perché sembrano così centrali)
Le offerte restano importantissime, ma per lo più per la vita quotidiana delle comunità: manutenzione, bollette, attività pastorali, carità, iniziative locali. In altre parole, sostengono la parrocchia, non determinano automaticamente lo stipendio personale del sacerdote.
Il caso particolare che spiazza tutti, i cappellani militari
Esistono eccezioni. Alcuni incarichi, come i cappellani militari, possono arrivare anche a circa 4.000 euro mensili perché cambiano inquadramento e regime contrattuale. È un altro mondo, con regole diverse.
Alla fine, la risposta è semplice e concreta: il “vero” stipendio mensile di un sacerdote diocesano è una retribuzione fissa, calcolata con un sistema a punti, pagata in 12 mensilità, che parte da circa 1.000–1.070 euro lordi e cresce con incarichi e anzianità, senza dipendere direttamente dalle offerte. E forse, proprio per questo, è molto più facile da capire di quanto ci raccontiamo da anni.




