C’è un momento, a casa, che mi fa sempre sorridere: ti siedi, ti rilassi, e all’improvviso arriva il gatto. Ti guarda come per dire “ok, adesso si sta bene”, sale sul plaid o direttamente sulle gambe… e comincia a impastare. Ritmico, concentrato, spesso con quelle fusa che sembrano un piccolo motore. Ma perché lo fa davvero?
La radice di tutto, la “danza del latte”
La spiegazione più solida, quella su cui gli esperti concordano di più, nasce nella cucciolaia. Da gattini, premere con le zampine sul ventre della madre serve a stimolare il flusso di latte. È un gesto semplice, ma potentissimo a livello emotivo: significa nutrimento, calore, sicurezza.
E la cosa sorprendente è che quel movimento, una sorta di memoria muscolare, non sparisce per forza con la crescita. Nell’età adulta può riemergere come comportamento di benessere e rilassamento, quasi un “rituale” che il gatto usa quando si sente protetto.
Se mentre impasta noti:
- occhi socchiusi
- postura morbida
- fusa profonde
- lentezza e assenza di tensione
allora sei davanti a un gatto che sta dicendo, a modo suo, “qui sto bene”.
Perché lo fa proprio su plaid, cuscini, o sul tuo grembo?
Hai presente una superficie soffice, tiepida, che “risponde” sotto pressione? Per il gatto è la combinazione perfetta per far scattare quel ricordo di comfort. Plaid, coperte, cuscini, e sì, anche le tue gambe, diventano il posto ideale per rievocare quella sensazione infantile.
E qui arriva la parte che di solito conquista tutti: se sceglie te, spesso significa fiducia. Non è solo comodità, è proprio l’idea che tu sia una base sicura.
Non è solo tenerezza, c’entra anche il “profumo”
C’è un altro livello, più “da gatto” e meno romantico, ma affascinante. Sotto i cuscinetti delle zampe ci sono ghiandole che rilasciano sostanze odorose, utili per la marcatura territoriale. Quando il gatto impasta, può lasciare una specie di firma invisibile, fatta di feromoni, che comunica: “questo posto è mio, o meglio, fa parte del mio mondo”.
Ecco perché a volte lo fa su oggetti specifici, o insiste sullo stesso punto. È come se stesse sistemando casa… a modo suo.
Altre teorie, utili ma meno certe
Ogni tanto sentirai anche spiegazioni alternative, non per forza sbagliate, ma meno consolidate rispetto all’origine infantile.
Le principali sono:
- Preparare una cuccia, appiattendo erba e foglie come farebbero i felini in natura, un comportamento legato all’istinto di creare un giaciglio.
- Segnale legato al calore, in alcuni casi, soprattutto se associato ad altri comportamenti tipici.
Sono ipotesi interessanti, ma la “danza del latte” resta la chiave più convincente per capire perché un gatto adulto continui a farlo anche in piena tranquillità domestica.
Perché tira fuori gli artigli (e perché non è cattiveria)
Qui ci siamo passati tutti: impasta, sì, ma ogni tanto spuntano gli artigli. Il movimento alternato delle zampe anteriori, spesso con un ritmo di uno o due secondi per zampa, può portare a un’estensione parziale delle unghie. È un riflesso naturale, legato alla meccanica del gesto, non un segnale di aggressività.
Se graffia, di solito è perché:
- le unghie sono un po’ lunghe
- la superficie è molto morbida e “invita” a premere di più
- il gatto è particolarmente coinvolto nel rituale
Come gestirlo senza rovinare il momento
L’obiettivo è non spezzare quell’istante di fiducia, ma proteggere la pelle (o il divano).
Prova così:
- metti un plaid spesso sulle gambe prima che salga
- offri un cuscino dedicato vicino a te, da rendere “il suo posto”
- tieni le unghie curate con tagli regolari, se il gatto lo tollera
E soprattutto, osserva il contesto. In genere è un comportamento positivo. Se però impasta in modo ossessivo per ore, o sembra agitato, potrebbe essere un segnale di stress e vale la pena valutare routine, stimoli e serenità in casa.
Il messaggio finale, semplice ma importante
Quando un gatto impasta, spesso sta aprendo una finestra su un ricordo primordiale di calma. È un gesto che mescola istinto, memoria e comunicazione, un piccolo rituale domestico che profuma di fiducia e appartenenza, proprio come accade in molte dinamiche studiate dall’etologia. Se lo fa su di te, nella maggior parte dei casi, è un complimento silenzioso: “con te mi sento al sicuro”.




