Ti è mai capitato di guardare le radici della tua orchidea e pensare, quasi d’istinto, “qui ci vorrebbe qualcosa che pulisca, che disinfetti, che rimetta ordine”? È proprio in quel momento che spunta il consiglio da cucina, semplice e tentatore: il bicarbonato. Funziona davvero? Sì, ma con una condizione che cambia tutto, la dose.
Perché il bicarbonato “tocca” le radici (e non solo in superficie)
Il bicarbonato di sodio è una sostanza alcalina. Tradotto in pratica, quando entra in contatto con il substrato o con l’acqua d’ammollo, può alzare temporaneamente il pH e rendere l’ambiente meno accogliente per muffe, batteri e alcuni funghi responsabili di marciumi radicali.
Il punto è che le orchidee epifite, come molte Phalaenopsis, amano un contesto aerato e tendenzialmente più acido. Quindi sì, il bicarbonato può essere un aiuto “di emergenza”, ma non è una coccola frequente.
Cosa succede davvero alle radici: i possibili benefici
Usato con criterio, il bicarbonato viene spesso impiegato come una specie di “doccia igienizzante” dopo lavori delicati, tipo la potatura delle radici marce.
Ecco cosa può portare, in alcuni casi:
- Riduzione del rischio di infezioni dopo il taglio, perché l’ambiente più alcalino può ostacolare la proliferazione di patogeni.
- Radici più “pulite” e reattive, soprattutto quando la pianta era in stasi e si riparte da un rinvaso ben fatto.
- Una sensazione di pianta più “stabile”, perché se il marciume rallenta, l’orchidea può concentrarsi nel produrre nuove radici sane.
- Come effetto indiretto, una migliore gestione dell’assorbimento, che può sostenere anche una fioritura più energica, ma solo se tutto il resto è già corretto (luce, acqua, substrato, concimazione).
Una cosa importante: il bicarbonato non è un concime. Non “nutre” la pianta, semmai cambia temporaneamente le condizioni in cui le radici lavorano.
Il lato nascosto: quando il bicarbonato diventa un problema
Qui arriva la parte che spesso viene sottovalutata. Il bicarbonato porta con sé il sodio. E il sodio, nelle orchidee, tende a fare la voce grossa.
Se usato troppo spesso o troppo concentrato, può:
- accumularsi nel substrato e creare stress idrico,
- provocare disidratazione delle radici (paradossale, sembra che “bevano” meno),
- causare punte bruciate o radici che diventano opache e fragili,
- rendere meno disponibili microelementi come ferro e manganese, con possibili ingiallimenti.
È un po’ come salare troppo un piatto: all’inizio “si sente” qualcosa, poi copre tutto e rovina l’equilibrio.
I segnali da non ignorare
Se dopo l’uso noti uno o più di questi segnali, fermati:
- foglie che diventano molli senza motivo apparente,
- ingiallimento progressivo,
- radici che scuriscono o si svuotano,
- crescita che si blocca.
In quel caso, meglio interrompere e risciacquare bene con acqua dolce.
Come usarlo in modo sensato (senza fare danni)
Il bicarbonato ha senso come intervento sporadico, mirato, non come routine.
Trattamento post-potatura delle radici
Dopo aver tagliato le parti marce (con forbici pulite), puoi fare un ammollo leggero:
- Sciogli 1 cucchiaino di bicarbonato in 1-2 litri di acqua non calcarea.
- Immergi solo le radici per 10 minuti.
- Estrai e lascia asciugare all’aria (radici ben asciutte prima di rinvasare).
Spray antifungino leggero (solo se serve)
La stessa soluzione può essere nebulizzata su foglie e colletto, evitando i fiori. Fallo con moderazione, indicativamente non più di ogni due settimane e solo se c’è un motivo reale (macchie sospette, ambiente molto umido).
La regola d’oro: equilibrio, non “ricetta magica”
Se vuoi un riferimento semplice, pensa così: il bicarbonato è un piccolo strumento da pronto soccorso, non un’abitudine. Le orchidee vivono di equilibrio tra aria, umidità e pulizia del substrato. E il pH, come insegna la chimica dell’pH, è una leva potente, basta toccarla troppo e si sposta tutto.
Se lo usi raramente, diluito e con acqua decalcificata, può aiutare in momenti critici. Se lo ripeti spesso, rischi di fare alle radici esattamente ciò che volevi evitare: stress, blocco e danni. La differenza, come sempre con le orchidee, la fa la delicatezza.




