Marzo sembra il mese perfetto, le giornate si allungano, l’aria profuma di primavera e viene naturale pensare: “Adesso sistemo il giardino”. Eppure, proprio qui si nasconde la trappola: potare a marzo alcuni alberi può davvero rovinarli, non subito con un colpo di scena, ma con un indebolimento lento che si vede dopo settimane o addirittura anni.
Perché marzo è un mese “ingannevole” per la potatura
A marzo molte piante entrano nella ripresa vegetativa. Le gemme si gonfiano, la linfa ricomincia a muoversi, l’albero “accende i motori” usando le sue riserve energetiche accumulate in inverno. Se in quel momento togli rami importanti, stai chiedendo alla pianta di:
- cicatrizzare ferite proprio mentre sta già spendendo energia per germogliare,
- riorganizzare in fretta l’equilibrio tra chioma e radici,
- difendersi da funghi e batteri quando le difese non sono al massimo.
Il risultato tipico è un albero che sembra reagire, fa nuovi getti, poi però arriva l’estate e lo trovi stanco, più sensibile a stress idrici e malattie.
Il punto che molti ignorano: la tutela degli uccelli
C’è anche un tema molto concreto, spesso sottovalutato: la protezione della fauna. In molte realtà italiane, tra regolamenti comunali e buone pratiche di gestione del verde, dal 15 marzo al 15 agosto si raccomanda, e talvolta si impone, di evitare potature non indispensabili per tutelare la nidificazione degli uccelli. Le deroghe in genere riguardano solo casi fitosanitari (rami pericolanti, piante malate, rischi per la sicurezza).
In pratica, anche se la tua pianta “ti sembra da sistemare”, potresti trovarti nel periodo meno opportuno, sia per l’albero sia per l’ecosistema del giardino.
Gli alberi che rischi di rovinare se li poti a marzo
Qui andiamo dritti al punto. Ci sono specie che, a marzo, soffrono più di altre.
1) Drupacee: ciliegio, albicocco, susino, pesco
Le drupacee sono tra le più delicate in questa fase. Spesso hanno una ripresa precoce e alcune sono particolarmente sensibili ai tagli, soprattutto se ampi.
- Ciliegio: i tagli possono favorire l’ingresso di patogeni, meglio intervenire solo se necessario e con tagli piccoli e puliti.
- Albicocco, susino, pesco: a marzo sono già “in movimento”, potare significa interrompere un ciclo fisiologico che sta partendo, con rischio di stress e minor vigore.
Se proprio devi intervenire, pensa a una potatura di “chirurgia”, non di “ristrutturazione”.
2) Quercia
La quercia è robusta, sì, ma non ama interventi intensi nel momento sbagliato. Tagli importanti possono:
- alterare la stabilità e la forma naturale,
- aprire porte a carie del legno e colonizzazioni fungine,
- creare squilibri tra chioma e apparato radicale.
Soprattutto sugli esemplari grandi, la regola è: meno tocchi, meglio è, e quando tocchi serve criterio.
3) Qualsiasi albero sottoposto a capitozzatura
Qui il problema non è solo marzo, ma marzo peggiora tutto. La capitozzatura (tagli drastici che azzerano la chioma) crea ferite enormi, difficili da compartimentare. In ripresa vegetativa, l’albero “spara” ricacci deboli e disordinati, mentre sotto, spesso, le radici soffrono perché la chioma non alimenta più correttamente il sistema.
Riepilogo rapido: cosa evitare e perché
| Albero/Specie | Perché evitarlo a marzo | Cosa fare invece |
|---|---|---|
| Ciliegio | Maggior rischio di malattie e infezioni da taglio | Interventi minimi, preferendo periodi più adatti |
| Albicocco, susino, pesco | Ripresa vegetativa precoce, stress e consumo di riserve | Potare in riposo o con potatura verde leggera |
| Quercia | Indebolimento strutturale e ferite lente a chiudere | Valutazioni mirate, meglio con professionista |
| Alberi “capitozzati” | Ferite grandi, ricacci fragili, danni a lungo termine | Evitare tagli drastici, puntare su potature corrette |
Quando potare, allora, senza fare danni
Due finestre sono in genere più sicure, sempre osservando clima e specie:
- Inverno (potatura secca): durante il riposo vegetativo, evitando giornate di gelo intenso.
- Estate (potatura verde): tagli limitati, in genere con ferite piccole (indicativamente sotto i 3-5 cm), utili per contenere e rifinire.
Un trucco semplice, che uso sempre: guarda le gemme. Se sono gonfie o già aperte, marzo spesso è già tardi. E con il clima sempre più imprevedibile, questo mese è diventato una zona grigia, meglio muoversi con prudenza.
La conclusione che ti salva l’albero
Se a marzo ti viene voglia di potare, fermati un attimo e chiediti: l’albero sta già ripartendo? È una drupacea o una quercia? Ci sono nidi o potenziali nidi? Nove volte su dieci, rimandare significa fare un favore alla pianta, al tuo giardino e anche alla biodiversità che lo rende vivo.




