Perché i pomodori si spaccano? Le cause e la soluzione più efficace

Ti è mai capitato di andare nell’orto (o anche solo sul balcone) tutto fiero, pronto a raccogliere quel pomodoro perfetto… e trovarlo spaccato come se avesse “ceduto” all’ultimo secondo? Succede più spesso di quanto pensiamo e, no, non è sfortuna: è quasi sempre una questione di acqua, tempi e pelle.

Cosa significa davvero quando un pomodoro si spacca

La spaccatura è una fisiopatia, non una malattia: in pratica il frutto reagisce a uno stress. La polpa, quando è già matura e piena di succhi, può aumentare di volume molto velocemente. La buccia invece resta relativamente rigida. Risultato: la buccia non regge la pressione e si apre.

Le crepe possono essere:

  • Radiali, dalla zona del picciolo verso il basso, spesso dopo piogge improvvise.
  • Concentriche, come anelli attorno al picciolo, tipiche di maturazione e sbalzi.

La buona notizia è che il pomodoro è quasi sempre commestibile. La cattiva è che quella “ferita” diventa una porta d’ingresso per marciumi, muffe e insetti, quindi va raccolto in fretta.

La causa numero uno, l’acqua che arriva tutta insieme

Il colpevole principale è un eccesso d’acqua improvviso: piogge intense, irrigazioni abbondanti dopo giorni secchi, o anche una combinazione delle due.

Immagina una spugna semi secca: se la bagni di colpo, si gonfia subito. Il pomodoro fa qualcosa di simile. La pianta assorbe acqua in quantità e la “pompa” nei frutti maturi, che sono già al limite della loro elasticità. La buccia, soprattutto in alcune varietà, non riesce ad adattarsi così in fretta.

Il dettaglio che fa la differenza

Il problema esplode soprattutto in fase di maturazione: quando il frutto è già rosso (o in invaiatura), basta poco per spingerlo oltre il limite.

Sbalzi: non solo idrici, anche climatici

Non c’è solo l’acqua. Anche gli sbalzi termici contano: giornate molto calde e notti fresche mettono sotto stress i tessuti del frutto. In quelle settimane “strane” d’estate, con sole che spacca e poi aria fresca la sera, le crepe compaiono quasi a tradimento.

Qui entra in gioco anche la pacciamatura: non è solo un trucco da ortolani esperti, è un modo semplice per rendere più “stabile” l’ambiente intorno alle radici.

Nutrizione e varietà: i due amplificatori del problema

A volte l’acqua è la scintilla, ma il terreno prepara la miccia.

Carenza di calcio

Una carenza di calcio può rendere la buccia più fragile e meno elastica. Non significa sempre “manca calcio nel terreno”, a volte c’è ma la pianta lo assorbe male (per esempio quando l’irrigazione è irregolare).

Troppo azoto

L’eccesso di azoto nei fertilizzanti spinge la pianta a crescere in fretta, producendo frutti più “morbidi” e ricchi d’acqua. E quando la polpa cresce troppo rapidamente, la buccia fatica a tenere il passo.

Varietà più sensibili

Non tutti i pomodori reagiscono uguale:

  • I frutti grandi (tipo cuore, bistecca e simili) sono spesso più delicati.
  • Ciliegini e datterini tendono a essere più resistenti grazie alla buccia e alla struttura del frutto.

La soluzione più efficace: irrigazione regolare, poco e spesso

Se dovessi scegliere una sola mossa davvero risolutiva, sarebbe questa: mantenere un’irrigazione regolare e moderata, evitando “docce” improvvise.

Ecco una mini routine che funziona quasi sempre:

  1. Annaffia poco e spesso, invece di tanto e raramente.
  2. Preferisci il mattino, così la pianta gestisce meglio l’acqua durante la giornata.
  3. In maturazione, evita eccessi: il frutto è già pieno, non va “caricato” all’improvviso.

Tre rinforzi che fanno la differenza

  • Pacciamatura sul suolo (paglia, telo, erba secca): riduce evaporazione, attenua gli shock dopo la pioggia, stabilizza l’umidità.
  • Ombreggiatura leggera nelle ore più calde, con reti se il sole è feroce, per limitare stress e sbalzi.
  • Fertilizzazione bilanciata, meno azoto quando i frutti stanno maturando e attenzione al calcio (soprattutto se noti fragilità ricorrente).

Cosa fare quando li trovi già spaccati

Non buttarli subito. Fai così:

  • Raccoglili immediatamente.
  • Taglia la parte lesionata se serve e consumali in giornata.
  • Se la spaccatura è profonda e già scura o molle, meglio scartarli per evitare sapori alterati.

Con un’annaffiatura più costante e un terreno protetto, la differenza si vede già nel giro di un paio di raccolti. E la prossima volta che andrai a cercare “quello perfetto”, sarà molto più facile trovarlo intero, sodo e pronto da addentare.

Redazione Notizie in Sella

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