Ti sarà capitato: passeggiata tranquilla, il cane annusa un punto del prato e, all’improvviso, si lascia cadere e comincia a rotolarsi sull’erba con un’aria felice e un po’ “selvatica”. Sembra un gesto buffo, ma dietro c’è un significato sorprendentemente istintivo, e sì, c’entrano anche i lupi.
Un comportamento istintivo che arriva da lontano
Quando un cane si rotola sull’erba, spesso sta “parlando” con il corpo. Non usa parole, ma usa odori, posture e micro-rituali che si sono conservati nel tempo. Molte di queste abitudini derivano da antenati che vivevano in gruppo e dovevano cavarsela con poche risorse e tanta competizione.
L’erba, per noi, è solo erba. Per loro è un mondo di informazioni: tracce, passaggi, resti, segni invisibili che il loro olfatto legge come un giornale.
“Mi copro di questo odore”: mascherare e portare notizie
Uno dei motivi più affascinanti è la mimetizzazione olfattiva. Rotolarsi significa impregnarsi di un odore esterno, spesso vegetale, a volte più “interessante” (o intenso) di quanto immaginiamo.
In ottica istintiva, questo può servire a:
- Mascherare l’odore naturale del cane, rendendolo meno riconoscibile a prede o rivali (un retaggio che oggi rimane come impulso).
- Trasferire sulla pelliccia un odore trovato in giro, quasi come dire: “Guardate cosa ho scoperto”.
- Comunicare al gruppo (o, in versione moderna, agli altri cani del quartiere) che in quel posto c’era qualcosa degno di nota.
Se ci pensi, è come tornare a casa con il profumo di una panetteria addosso. Solo che, nel loro caso, il “profumo” può essere un messaggio.
Marcare il territorio, senza alzare la zampa
Siamo abituati a collegare la marcatura alla minzione, ma il cane comunica anche in altri modi. Rotolandosi può:
- lasciare il proprio odore sul prato, come un “sono passato di qui”
- sovrapporre il proprio odore a quello presente, come una risposta silenziosa a un altro cane
È una forma di comunicazione territoriale più discreta, ma non per questo meno chiara per chi la sa leggere.
Prurito, caldo, pelle: il lato “fisico” del rotolarsi
Non sempre è una questione sociale o ancestrale. A volte il motivo è semplicemente corporeo, pratico, quasi terapeutico. L’erba può offrire:
- Sollievo dal prurito, soprattutto su schiena e fianchi, zone difficili da grattare bene.
- Rinfresco, perché il contatto con il terreno può essere piacevole quando fa caldo.
- Un modo per “sgranchirsi”, stirare la colonna e scaricare tensione.
In questi casi, il cane sembra cercare la sensazione, più che l’odore. E spesso lo fa dopo una corsa, un momento di eccitazione o quando finalmente trova un prato morbido.
“Appena lavato? No grazie”: coprire l’odore di shampoo
Qui molti proprietari sorridono (o sospirano). Dopo il bagno, alcuni cani si rotolano con ancora più convinzione. Non è dispetto: è che l’odore di shampoo, per loro, può risultare “troppo” e poco naturale.
Rotolandosi, il cane prova a recuperare un odore più familiare, più “da cane”. È un piccolo reset sensoriale.
Quando è normale e quando è un campanello d’allarme
Nella maggior parte dei casi, rotolarsi sull’erba è normale e persino salutare, un gesto di benessere e comunicazione. Però ci sono situazioni in cui vale la pena fare attenzione.
Ecco i segnali che meritano un controllo:
- Rotolarsi in modo ossessivo o molto frequente, soprattutto sempre sugli stessi punti del corpo.
- Presenza di rossori, forfora, zone senza pelo, cattivo odore della pelle.
- Grattamento continuo, agitazione, leccamento insistente.
- Possibili parassiti (pulci, zecche) o sospette allergie stagionali.
Se riconosci uno di questi segnali, un confronto con il veterinario è la scelta più sensata.
Un ultimo consiglio pratico per passeggiate più sicure
L’erba in sé non è il problema, ma alcuni prati possono essere trattati con pesticidi o fertilizzanti. Se puoi, evita zone appena curate o con cartelli di trattamento. E mantieni una buona prevenzione antiparassitaria, perché l’erba è anche il posto preferito da ospiti indesiderati.
Alla fine, quel rotolarsi buffo è spesso un mix di istinto, gioia e linguaggio segreto. E guardarlo con questa chiave lo rende ancora più interessante, come se per un attimo potessimo sbirciare nel loro mondo.




