C’è un momento, con la Sansevieria, in cui ti sembra di fare tutto bene e invece lei ti “parla” in silenzio: foglie che si afflosciano, base scura, crescita ferma per mesi. E la cosa più sorprendente è che, spesso, non è una malattia misteriosa. È un gesto quotidiano, fatto con le migliori intenzioni.
L’errore banale che rovina tutto: troppa acqua
La Sansevieria è una pianta succulenta, abituata a gestire la siccità meglio dell’umidità. Quando la annaffi troppo spesso, il terriccio resta bagnato a lungo, le radici non respirano, e si apre la porta a funghi, batteri e soprattutto al marciume radicale.
In pratica succede questo: tu pensi “ha sete”, lei in realtà sta dicendo “non riesco a respirare”.
(Se vuoi riconoscerla e curarla meglio, vale la pena conoscere la sua natura: Sansevieria.)
I sintomi che non dovresti ignorare
Alcuni segnali sono talmente tipici che, una volta visti, non li dimentichi più. Ecco i più comuni:
- Foglie molli, piegate o afflosciate, come se fossero “piene d’acqua”
- Macchie marroni o zone scure alla base, spesso con aspetto umido
- Odore sgradevole dal vaso o dal terriccio
- Se estrai la pianta, radici scure e mollicce, a volte viscide
- Crescita bloccata per mesi, anche in primavera ed estate
Un dettaglio importante: la Sansevieria non “crolla” subito. Prima rallenta, poi si ammala. Per questo l’errore può continuare a lungo senza che tu te ne accorga.
Perché succede: non è solo la frequenza
L’eccesso di acqua è il punto di partenza, ma spesso viene amplificato da altre scelte, apparentemente innocue.
1) Irrigazione troppo frequente o abbondante
La regola più affidabile è semplice: annaffia solo quando il terriccio è asciutto anche in profondità. In estate potrebbe voler dire ogni 3-5 giorni, ma solo se asciuga davvero. In inverno, spesso bastano bagnature molto più rare.
2) Terriccio che trattiene acqua come una spugna
Un terriccio universale troppo compatto è un classico. Se resta zuppo, le radici soffocano. La soluzione è un substrato drenante, adatto alle piante grasse, oppure un mix alleggerito con perlite.
3) Vaso e sottovaso “traditori”
La Sansevieria ama stare leggermente stretta. Un vaso enorme pieno di terriccio umido è un invito al marciume. E il sottovaso pieno d’acqua è il colpo di grazia. Servono:
- vaso con fori di drenaggio
- sottovaso sempre svuotato
- aumento di diametro solo di 1-2 cm quando le radici sono davvero compresse
Cosa fare subito se sospetti marciume o stallo
Se hai il dubbio, meglio agire con calma ma senza rimandare.
- Sospendi le annaffiature e lascia asciugare bene il terriccio.
- Se la base è molle o scura, estrae la pianta e controlla le radici.
- Taglia le parti marce con forbici sterilizzate (pulite e disinfettate).
- Lascia “asciugare” la pianta all’aria per qualche ora, poi rinvasa in terriccio drenante.
- Dopo il rinvaso, aspetta qualche giorno prima di bagnare, così le ferite cicatrizzano.
Se il danno è esteso, puoi anche propagare da foglie sane, salvando la pianta anche quando la parte radicale è compromessa.
Come farla ripartire e crescere (davvero)
Una volta risolto il problema dell’acqua, la crescita torna spesso con sorprendente regolarità.
- Luce indiretta: vicino a una finestra luminosa è ideale. Buio prolungato uguale crescita lenta.
- Concime moderato: in primavera ed estate, 1-2 volte al mese, meglio diluito e dato dopo una bagnatura.
- Controllo parassiti: occhio a cocciniglia e ragnetto rosso, soprattutto in ambienti secchi.
Mini tabella salva errori
| Situazione | Cosa fare |
|---|---|
| Terriccio ancora fresco sotto la superficie | Non annaffiare |
| Foglie molli e base scura | Controlla radici e rinvasa |
| Vaso senza fori o sottovaso pieno | Cambia vaso, elimina ristagni |
Alla fine è quasi liberatorio: per far stare bene la Sansevieria, spesso devi fare meno, non di più. Meno acqua, più respiro, e lei torna a crescere con quella calma testarda che la rende così irresistibile.




