Quando leggi “oleandro pericolosissimo” potresti pensare all’ennesimo allarmismo da social. Poi però ti fermi, guardi quella siepe elegante in giardino, i fiori rosa o bianchi che sembrano innocui, e capisci che qui non si parla di paure astratte. L’oleandro è davvero una delle piante ornamentali più tossiche che possiamo avere vicino casa, soprattutto se ci sono bambini o animali.
Perché l’oleandro è così tossico (anche in piccole quantità)
L’oleandro, cioè Nerium oleander, contiene sostanze naturali molto potenti, tra cui oleandrina e altri glicosidi cardioattivi. Per capirci, sono composti che “parlano” direttamente al cuore e possono alterarne il ritmo in modo imprevedibile.
La cosa che spiazza è questa: tutte le parti della pianta sono velenose. Non solo le foglie, ma anche:
- fiori
- rami
- semi
- linfa (quella sostanza lattiginosa che esce quando si spezza un rametto)
E sì, la concentrazione può essere maggiore nelle foglie giovani e in fase di fioritura, ma non esiste una parte “sicura”.
Le dosi che fanno paura: adulti, bambini e animali
Qui è dove l’oleandro smette di sembrare una pianta “solo irritante” e diventa un rischio concreto.
- Bambini: l’ingestione di una sola foglia può essere fatale.
- Adulti: 2-5 foglie possono provocare sintomi seri, 10-20 possono essere letali.
- Animali: bastano 2 foglie per causare gravi disturbi a un cane di circa 10 kg, mentre per bovini e cavalli circa 30 g possono risultare mortali.
Un dettaglio spesso ignorato: le piante selvatiche tendono a essere più tossiche di quelle coltivate. E anche se foglie secche e fiori secchi possono avere meno principio attivo rispetto ai tessuti giovani, restano comunque pericolosi.
I sintomi: come si manifesta l’avvelenamento
L’avvelenamento da oleandro può comparire in modo relativamente rapido e cambia a seconda della quantità ingerita e della via di esposizione. I segnali più comuni si muovono su tre “fronti”.
1) Sintomi gastrointestinali
Spesso sono i primi a farsi notare:
- nausea
- vomito
- dolori addominali
- diarrea
2) Sintomi neurologici e motori
Soprattutto nei bambini possono essere più marcati:
- confusione
- debolezza
- tremori
- convulsioni
3) Sintomi cardiaci (quelli più pericolosi)
Qui entrano in gioco gli effetti cardioattivi:
- bradicardia o tachicardia
- aritmie
- possibile evoluzione verso collasso e arresto cardiaco
Negli animali, oltre a vomito e diarrea, sono frequenti salivazione eccessiva, pupille dilatate e improvviso peggioramento fino al collasso.
Le situazioni più comuni in cui ci si espone senza accorgersene
Il rischio non è solo “mangiare una foglia”. Le vie di esposizione tipiche sono più quotidiane di quanto sembri:
- ingestione accidentale: bambini che masticano fiori o foglie per gioco, cani che rosicchiano rami
- contatto con la linfa: potatura, rottura di rami, giochi vicino alla siepe (può causare irritazione cutanea, eritemi o dermatiti)
- acqua contaminata: per esempio acqua dove sono caduti fiori o foglie
- fumi di combustione: bruciare potature o usare legna di oleandro per grigliate è un errore serio, perché l’inalazione può diventare un problema anche per adulti
Per inquadrarlo, l’oleandro rientra a pieno titolo nel tema della tossicità, cioè nella capacità di una sostanza di causare danni biologici anche a dosi ridotte.
Cosa fare in giardino: regole semplici che evitano guai enormi
Se hai oleandro e in casa ci sono piccoli o animali, la prudenza non è “esagerazione”, è prevenzione intelligente.
- Evita di piantarlo vicino a zone gioco, scuole, cortili condominiali con passaggio di bambini.
- Se già c’è, valuta una rimozione o almeno una collocazione lontana e non accessibile.
- Durante la potatura usa guanti, evita di toccarti occhi e bocca, lava bene mani e attrezzi.
- Non lasciare rami tagliati a terra, non usarli come legna da ardere.
- Insegna ai bambini una regola semplice: “fiori e foglie non si mettono in bocca”.
In caso di ingestione o sospetto contatto
Se qualcuno ha ingerito anche una piccola quantità, o se un animale ha rosicchiato la pianta, la scelta giusta è una sola: contattare subito un centro antiveleni o i soccorsi, senza aspettare che “passi”. Con intervento tempestivo, i trattamenti possono essere efficaci. Qui conta la rapidità, non il coraggio.




